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digital forensics

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Il laboratorio Fidem esegue acquisizioni forensi e perizie informatiche per studi legali, aziende e privati, in tutta Italia. L’acquisizione segue le modalità introdotte nell’ordinamento italiano dalla Legge 48/2008, di ratifica della Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica, che impone di preservare l’integrità del dato e di garantirne la ripetibilità: è la condizione perché la prova digitale regga in giudizio.

Che cos’è una perizia informatica forense?

Una perizia informatica forense è l’accertamento tecnico con cui un dato digitale viene acquisito, analizzato e documentato in modo verificabile, così da poter essere usato come prova in un procedimento civile o penale. Non è il recupero di file né la gestione di un attacco: è la ricostruzione di un fatto, con una relazione che un altro tecnico deve poter ripercorrere e ottenere lo stesso risultato.

In sintesi

  • Cosa produciamo: copia forense con hash di verifica, catena di custodia, relazione tecnica argomentata.
  • Per chi: studi legali (CTP), aziende in contenzioso o con sospetti interni, privati.
  • Casi tipici: dipendente infedele e sottrazione di dati, concorrenza sleale, contestazioni su email e messaggistica, accessi non autorizzati, verifica di dispositivi e account cloud.
  • Riferimento normativo: Legge 48/2008 (Convenzione di Budapest) per le modalità di acquisizione.
  • Dove: tutta Italia, laboratorio a Verona.

Cosa NON è compreso

La perizia non comprende il ripristino dei sistemi né la difesa in corso d’attacco, che sono attività diverse e vengono valutate separatamente. Non svolgiamo attività riservate alle investigazioni autorizzate ai sensi del TULPS, né accediamo a dispositivi o account senza il titolo giuridico per farlo.

Cosa vuol dire analisi forense?

Analisi forense significa esaminare un dispositivo o un dato digitale con un metodo documentato e ripetibile, in modo che il risultato possa essere portato davanti a un giudice. La differenza con una normale analisi tecnica non sta negli strumenti, ma nel vincolo: ogni operazione va registrata, l’originale non va alterato, e un altro tecnico deve poter rifare lo stesso percorso e ottenere lo stesso risultato.

In italiano si usano come sinonimi analisi forense, informatica forense, computer forensics e digital forensics. Indicano la stessa disciplina.

Cosa fa un analista forense?

Acquisisce la copia forense del supporto, ne verifica l’integrità con un hash, la analizza e scrive una relazione che espone il procedimento oltre alle conclusioni. Non è un lavoro di recupero dati: l’obiettivo non è far tornare accessibili i file, è ricostruire cosa è accaduto e poterlo dimostrare.

Nella pratica italiana la figura opera quasi sempre come consulente tecnico di parte su incarico di uno studio legale, oppure come perito o CTU quando la nomina viene dal giudice — la distinzione è spiegata più avanti in questa pagina.

Cerchi “investigazioni informatiche”? Probabilmente ti serve una perizia

Chi ha subito un furto di dati o un accesso abusivo quasi mai conosce il nome tecnico di ciò che gli serve: cerca «investigazioni informatiche», «indagini informatiche» o «accertamenti informatici». Nella maggior parte dei casi il servizio giusto è una perizia informatica forense — ed è quello che facciamo.

Tradotto nei casi concreti che ci arrivano:

  • «Un dipendente si è portato via i file prima di dimettersi» → accertamento tecnico su PC, account e supporti USB: cosa è stato copiato, quando, verso dove. È il caso più frequente.
  • «Qualcuno è entrato nella casella di posta» → analisi degli accessi, degli inoltri automatici impostati e dei dispositivi collegati.
  • «Sospetto che i dati siano finiti a un concorrente» → ricostruzione documentata del percorso dei file, utilizzabile in causa.
  • «Devo dimostrare in giudizio cosa c’era in quella chat» → acquisizione forense del dispositivo con catena di custodia, non uno screenshot.
  • «Mi hanno contestato un accesso che dico di non aver fatto» → analisi tecnica a difesa, nel ruolo di consulente di parte.

In tutti questi casi l’attività è tecnica e si svolge su dispositivi e account nella disponibilità di chi ci incarica, o acquisiti con un titolo giuridico. Non serve un investigatore: serve un perito, e serve prima che qualcuno usi il computer e sovrascriva le tracce.

Quando invece serve davvero un istituto di investigazione

Se l’obiettivo è seguire, osservare o raccogliere informazioni su una persona — pedinamenti, verifiche sulla vita privata, controlli su terzi — quella è attività investigativa riservata per legge agli istituti di investigazione autorizzati, e Fidem non lo è. In quei casi il committente incarica un istituto autorizzato e noi interveniamo, se serve, sulla sola parte tecnica.

Restano fuori in ogni caso, e non le svolgiamo per nessuno: accedere al telefono o all’account di un’altra persona, leggere comunicazioni di terzi, entrare in sistemi senza averne titolo.

Analisi forense, indagini digitali, accertamenti tecnici: sono la stessa cosa?

Sì, nella pratica indicano la stessa attività tecnica, chiamata in modi diversi a seconda di chi parla: analisi forense e informatica forense sono i termini tecnici, indagini digitali e accertamenti informatici quelli che usano aziende e studi legali, computer forensics e digital forensics quelli inglesi. Cambia il nome, non il lavoro.

Cosa sono le indagini forensi su un computer?

Sono l’esame di ciò che un sistema ha registrato: file, accessi, connessioni, supporti collegati, cronologia delle modifiche. La parte che sorprende chi non se ne occupa è che il valore probatorio nasce spesso non dai file, ma dai metadati — quando un documento è stato copiato, da quale utenza, su quale dispositivo esterno.

Per questo un supporto acceso e usato dopo i fatti perde valore ogni giorno che passa: le tracce più utili sono anche le più volatili.

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il nostro servizio di digital forensics.

La digital forensic è la disciplina che si occupa della raccolta, conservazione e analisi di prove digitali provenienti da dispositivi elettronici. Offriamo il servizio di copie forensi da PC e laptop, nonché da supporti esterni come chiavette USB e hard disk portatili. Il servizio non copre dispositivi mobili come smartphone e tablet. Il nostro lavoro include l’analisi forense, che consiste nell’esaminare i dati raccolti in modo da identificarne il contenuto senza alterarne l’integrità, seguendo rigorosi protocolli. Questo tipo di analisi è fondamentale in ambito aziendale e legale, dove la gestione sicura delle evidenze digitali è essenziale per garantire la validità delle informazioni e proteggere da potenziali minacce informatiche.

Eseguiamo anche attività di analisi forense, esaminando i dati estratti per identificare informazioni chiave, senza compromettere la loro autenticità. Utilizziamo strumenti avanzati per garantire una valutazione accurata dei dati, utile per decisioni aziendali e la gestione della sicurezza digitale. Questo servizio è particolarmente rilevante per garantire la conformità alle normative e supportare la protezione dei dati.

Offriamo anche un servizio di recupero dati da supporti danneggiati. Utilizzando tecniche avanzate, siamo in grado di recuperare informazioni da dispositivi che hanno subito danni fisici o malfunzionamenti, come hard disk, SSD e chiavette USB per ripristinare dati vitali in caso di guasti hardware o danneggiamenti accidentali.

Quanto costa una perizia informatica?

Il costo di una perizia informatica non si esprime a listino: dipende da quanti dispositivi vanno acquisiti, da quanto materiale va analizzato e dal fatto che la relazione debba reggere o meno il contraddittorio in giudizio. Una copia forense di un singolo telefono con relazione sintetica e un’analisi su più postazioni con ricostruzione temporale degli accessi sono due lavori diversi per ordine di grandezza.

Le variabili che spostano davvero il preventivo:

  • Numero e tipo di dispositivi — un PC, un telefono cifrato e un server richiedono strumenti e tempi diversi.
  • Volume dei dati — l’analisi cresce con la mole, non con il numero di device.
  • Ripetibilità — se l’accertamento è irripetibile serve la procedura garantita, con avviso alle parti: più tutele, più tempo.
  • Destinazione della relazione — una verifica interna e una perizia destinata al giudice hanno standard di documentazione diversi.
  • Urgenza — le tracce volatili vanno cristallizzate subito; intervenire tardi costa di più e a volte non si recupera nulla.

Per un preventivo affidabile servono tre informazioni: quanti e quali dispositivi, cosa si vuole dimostrare, e se il materiale finirà davanti a un giudice. Descrivici il caso e riceverà scope, tempi e costo.

Quanto tempo richiede?

L’acquisizione forense di un dispositivo si esegue in genere in giornata; l’analisi e la stesura della relazione richiedono da alcuni giorni ad alcune settimane secondo il volume di dati. La parte lunga non è copiare: è correlare, verificare e scrivere in modo che un altro tecnico possa ripercorrere ogni passaggio e arrivare allo stesso risultato.

Quando c’è un termine processuale, il calendario si costruisce a ritroso da quella data. Se il materiale rischia di essere alterato o cancellato, l’acquisizione va anticipata rispetto a tutto il resto: si cristallizza prima, si analizza poi.

Perizia, CTU, CTP: che differenza c’è

Sono ruoli processuali diversi, non sinonimi — e chiedere la cosa sbagliata fa perdere tempo:

  • Perizia — l’accertamento tecnico disposto dal giudice, affidato a un perito che risponde a lui.
  • CTU (consulente tecnico d’ufficio) — il tecnico nominato dal giudice nel processo civile, con lo stesso ruolo di ausiliario.
  • CTP (consulente tecnico di parte) — il tecnico che assiste una parte: esamina il lavoro del CTU o del perito, solleva osservazioni, produce una relazione propria. È il ruolo in cui Fidem interviene più spesso, su incarico di uno studio legale.

Esiste poi l’accertamento tecnico irripetibile: quando l’operazione altera in modo irreversibile la fonte di prova — ed è il caso tipico di molte acquisizioni digitali — la procedura prevede l’avviso alle parti, che possono nominare i propri consulenti e presenziare. Saltare quel passaggio è il modo più rapido per rendere inutilizzabile un lavoro tecnicamente corretto.

Una perizia di parte ha valore in giudizio?

Sì, ma non come una perizia disposta dal giudice: la relazione di parte è un elemento che il giudice valuta liberamente, non una verità acquisita. Il suo peso dipende da due cose: quanto è verificabile il metodo, e quanto è documentata la catena di custodia.

È per questo che l’acquisizione conta più dell’analisi. Una relazione brillante costruita su una copia raccolta male è attaccabile in una riga; un’acquisizione fatta secondo le modalità introdotte dalla Legge 48/2008, con hash di verifica e catena di custodia tracciata, regge anche quando la conclusione è scomoda.

Chi può eseguire una perizia informatica?

In Italia non esiste un albo dei periti informatici: la competenza si dimostra con il metodo, le certificazioni e i lavori precedenti, non con un’iscrizione. I tribunali tengono un albo dei consulenti tecnici, ma l’iscrizione non è richiesta per operare come consulente di parte.

Quello che il giudice e la controparte guardano è diverso: se l’acquisizione è ripetibile, se gli strumenti sono riconosciuti, se la relazione espone il procedimento invece delle sole conclusioni. Una perizia che non si può verificare non è una perizia: è un’opinione.

Dove svolgiamo le perizie

Le richieste ci arrivano da tutta Italia e la maggior parte del lavoro peritale non richiede la nostra presenza fisica: i supporti vengono acquisiti in laboratorio o con procedura concordata, e la relazione viaggia. Lavoriamo con studi legali e aziende in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna — Verona, Vicenza, Padova, Brescia, Mantova, Modena — e su incarico anche nel Centro e nel Sud, dove l’acquisizione viene organizzata sul posto e l’analisi prosegue qui. Quando l’accertamento è irripetibile e serve la presenza delle parti, ci spostiamo.

Informatica Forense Professionale

Il laboratorio di informatica forense di Fidem acquisisce, analizza e documenta prove digitali con metodologie ripetibili e verificabili, nel rispetto della catena di custodia. Il risultato è materiale che regge il contraddittorio: non un rapporto tecnico generico, ma un elaborato utilizzabile in sede giudiziale, disciplinare o assicurativa.

Operiamo per studi legali, aziende, pubbliche amministrazioni e privati, su tutto il territorio nazionale.

Serve una Perizia Informatica?

Lavoriamo su incarico di studi legali, aziende e privati: acquisizione certificata dei dispositivi, analisi e perizia utilizzabile in giudizio, assunzione dell’incarico come consulente tecnico di parte (CTP).

Un’accortezza prima di tutto: non usare e non far usare i dispositivi che contengono la prova — ogni accesso altera i metadati e indebolisce la perizia.

Descrivici il quesito: rispondiamo con una valutazione di fattibilità e un preventivo. Per parlarne direttamente con il laboratorio: +39 045 983044. Operiamo in tutta Italia.

Acquisizione Forense

L’acquisizione è la fase in cui si vince o si perde la causa. Una copia effettuata senza le opportune cautele altera i metadati, e da quel momento il dato è contestabile per sempre.

Lavoriamo con write blocker hardware, calcolo e verifica degli hash prima e dopo la copia, verbale di acquisizione e sigilli. Acquisiamo dischi, memorie di massa, smartphone, sistemi in esecuzione (acquisizione live quando lo spegnimento distruggerebbe le prove), caselle di posta e account cloud.

Ogni passaggio è tracciato: chi ha toccato cosa, quando, con quale strumento e con quale esito.

Analisi Forense dei Dispositivi

L’analisi forense ricostruisce quello che è accaduto sul dispositivo: recupero di file cancellati, esame dei registri di sistema, cronologie di navigazione e ricerca, artefatti di esecuzione dei programmi, tracce di dispositivi collegati, messaggistica e cronologia delle comunicazioni.

Sui dispositivi mobili il perimetro comprende chat, geolocalizzazione, backup, applicazioni installate e dati residui. Nel cloud comprende accessi, condivisioni, sincronizzazioni e cancellazioni.

La ricostruzione viene sempre riportata a una linea temporale: senza una cronologia coerente, i singoli reperti dicono poco.

Perizie Tecniche

Redigiamo perizie informatiche e relazioni tecniche strutturate per l’uso processuale: quesito, metodologia adottata, strumenti impiegati con le rispettive versioni, reperti, analisi, conclusioni e riserve.

Assumiamo l’incarico come consulente tecnico di parte (CTP) a supporto del legale, e operiamo come ausiliari in accertamenti tecnici. La perizia di parte serve a due cose: sostenere una tesi con elementi verificabili, e mettere in condizione la controparte o il giudice di ripetere le verifiche.

Perizia Dopo un Incidente: Come si Preserva la Prova

Quando un’azienda scopre un accesso non autorizzato, la domanda che conta in sede legale è sempre la stessa: cosa si riesce a dimostrare. Da dove sono entrati, cosa hanno toccato, quali dati sono usciti e quando — e con quali elementi lo si prova.

L’errore più frequente è ripristinare i sistemi prima di acquisirli: si torna operativi e si scopre poi di non avere più nulla da produrre. Le tracce vanno cristallizzate prima, con copia forense e catena di custodia, altrimenti la ricostruzione resta un racconto senza prova.

Il nostro intervento è quello del perito, non del pronto intervento: acquisiamo le evidenze, analizziamo i log, ricostruiamo il perimetro di ciò che è stato effettivamente raggiunto e produciamo una relazione tecnica utilizzabile in giudizio e a supporto degli adempimenti verso il Garante e verso i soggetti coinvolti.

Perito Informatico Forense: Quando Serve

Serve un perito informatico forense ogni volta che un fatto rilevante è avvenuto su un sistema informatico e va dimostrato a qualcuno che non c’era.

Le situazioni ricorrenti: concorrenza sleale e sottrazione di dati da parte di un dipendente in uscita; licenziamenti e contenziosi di lavoro con contestazioni sull’uso degli strumenti aziendali; frodi informatiche e truffe con bonifici dirottati; diffamazione online e minacce; contenziosi su paternità del software o del contenuto digitale; verifiche su posta elettronica contestata.

In tutti questi casi la differenza tra una prova utile e una inutilizzabile si decide nei primi passaggi, spesso prima che venga coinvolto un legale.

Dipendenti Infedeli e Furto di Dati Aziendali: la Perizia

È il caso più frequente che arriva al nostro laboratorio: un dipendente o un ex dipendente porta via l’elenco clienti, i preventivi, i progetti, il know-how — e li ritrovi dal concorrente, o nella sua nuova attività.

I segnali ricorrenti sono sempre gli stessi: copie massicce di file su pendrive o dischi esterni negli ultimi giorni di lavoro, invii verso caselle email personali, accessi al cloud aziendale in orari anomali o dopo la cessazione del rapporto, cancellazioni in blocco per coprire le tracce.

La perizia informatica documenta questi passaggi partendo dalla copia forense dei dispositivi aziendali, nel rispetto della catena di custodia: il risultato è un accertamento utilizzabile in sede civile, penale e nel contenzioso del lavoro — concorrenza sleale, violazione del segreto aziendale, contestazione disciplinare o licenziamento.

Un’avvertenza che fa la differenza: le verifiche sui dispositivi in uso ai lavoratori toccano privacy e Statuto dei Lavoratori. Per questo lavoriamo insieme al tuo studio legale fin dalla definizione del quesito: l’indagine nasce utilizzabile, invece di diventare essa stessa un problema.

Descrivici il caso: valutiamo fattibilità e perimetro della perizia prima di ogni attività.

Accertamenti Tecnici su Dispositivi e Account Aziendali

Le investigazioni informatiche partono dai dati che l’organizzazione già possiede: log di accesso, posta, dispositivi assegnati, tracce sui sistemi condivisi. È materiale che ha valore probatorio solo se acquisito correttamente e prima che venga sovrascritto.

Gli accertamenti tecnici possono essere ripetibili o irripetibili. Nel secondo caso — tipico dell’analisi di un dispositivo che verrà alterato dall’esame — il quadro procedurale è rigido e va gestito fin dall’inizio insieme al legale, perché un vizio in questa fase non è sanabile dopo.

Quando l’analisi deve estendersi a fonti aperte — profili, registrazioni, contenuti pubblicati — il lavoro prosegue sul piano dell’OSINT e della web reputation.

Indagini Digitali su Cloud e Account

Una parte crescente delle indagini digitali non riguarda più un disco fisico ma un account: posta in cloud, spazi di archiviazione condivisi, gestionali in SaaS, sistemi di messaggistica aziendale.

Cambia la tecnica ma non il principio: servono i log del fornitore, l’esportazione va effettuata in modo documentato, e la finestra di conservazione dei log è spesso breve. Nella maggior parte dei servizi cloud gli accessi si conservano per un periodo limitato — chi si muove tre mesi dopo trova il registro già ruotato.

Se sospetti una compromissione o una sottrazione di dati, la richiesta di conservazione al fornitore è la prima azione da compiere, prima ancora dell’analisi.

Dove Operiamo

Il laboratorio ha sede in provincia di Verona e opera su tutto il territorio nazionale. L’acquisizione avviene in presenza dove il reperto lo richiede — dispositivi sequestrati, server non trasportabili, accertamenti in contraddittorio — mentre analisi e refertazione proseguono in laboratorio.

Seguiamo abitualmente incarichi a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Catania e nel Nord-Est, in collaborazione con studi legali locali.

Per una consulenza immediata in caso di incidente, contattaci. Il team è disponibile per le emergenze forensi.

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Dove operiamo

Svolgiamo acquisizioni e perizie in tutta Italia, dalla sede di Verona. Per i contenziosi che nascono nel tessuto manifatturiero emiliano abbiamo una pagina dedicata a informatica forense e perizie a Modena; per la sottrazione di disegni e know-how nei distretti veneti, la pagina su Vicenza. Per il contenzioso societario e la concorrenza sleale c’è la pagina su Milano, per le perizie in ambito romano quella su Roma.