01

data protection officer

servizi cyber security verona linea 2

Fidem eroga il servizio di Data Protection Officer (DPO) in outsourcing per enti pubblici e private enterprise. I nostri consulenti legali e informatici certificati garantiscono un presidio indipendente e la piena conformità al GDPR su tutto il territorio nazionale.

Esperienza, tecnologia e sicurezza per i tuoi dati per la tua infrastruttura per i tuoi clienti per il tuo business per il tuo futuro digitale

Fidem si avvale di professionisti legal-tech capaci di fornire consulenze specializzate e mirate per garantire la protezione dei dati e la conformità alle normative in vigore.

Cos'è il Data Protection Officer (DPO).

Il DPO è un esperto incaricato di garantire la protezione dei dati personali all’interno di un’organizzazione. La sua responsabilità principale è quella di sorvegliare il trattamento dei dati e assicurarsi che siano gestiti in modo sicuro e conforme alle normative di protezione dei dati, offrendo anche consulenza continua.

Perché è necessario un DPO.

Il DPO è essenziale per garantire che un’organizzazione rispetti le normative di protezione dei dati. La sua consulenza aiuta a ridurre i rischi legali e le sanzioni, assicurando che i dati personali siano trattati correttamente e proteggendo l’organizzazione da potenziali violazioni.

Benefici di avere un DPO.

Il DPO migliora la compliance dell’organizzazione, riduce i rischi legali e tutela la reputazione aziendale. La consulenza del DPO aiuta anche nella gestione delle violazioni dei dati e nell’ottimizzazione delle misure di sicurezza informatica, garantendo una protezione efficace delle informazioni sensibili.

Cosa rileviamo?

Come funziona?

Il Servizio DPO as-a-Service

Il Data Protection Officer è la figura prevista dagli articoli 37-39 del Regolamento GDPR: un responsabile della protezione dei dati che vigila sulla conformità, funge da punto di contatto con il Garante Privacy e con gli interessati, e supporta il titolare nelle scelte che riguardano i dati personali.

Fidem eroga il servizio in modalità DPO as a Service: il ruolo viene affidato a una struttura esterna invece che a una risorsa interna. Per la maggior parte delle organizzazioni è la scelta più solida, perché il DPO deve poter operare in autonomia e senza conflitto di interessi — condizione difficile da garantire quando la nomina ricade su chi già gestisce i sistemi o i processi che dovrebbe controllare.

Operiamo su tutto il territorio nazionale, per aziende private ed enti pubblici.

Competenze del DPO Fidem

Il servizio combina competenza giuridica in materia di protezione dei dati e competenza tecnica di sicurezza informatica. È una combinazione meno comune di quanto sembri: il GDPR chiede al DPO di valutare misure tecniche e organizzative, e una valutazione puramente legale non arriva a dire se un sistema è davvero protetto.

Il nostro team unisce professionisti legal-tech e specialisti di cybersecurity. Quando una valutazione d’impatto tocca cifratura, segregazione degli accessi o conservazione dei log, la risposta arriva da chi quelle misure le progetta e le gestisce quotidianamente.

Attività Operative

Il servizio DPO comprende le attività previste dall’art. 39 e quelle che nella pratica servono a reggere un controllo:

Audit periodici dei trattamenti — verifica del registro, delle basi giuridiche, dei tempi di conservazione e dei rapporti con responsabili esterni.
Valutazioni d’impatto (DPIA) — per i trattamenti ad alto rischio, con l’analisi delle misure tecniche a corredo.
Punto di contatto — con il Garante per la protezione dei dati personali e con gli interessati che esercitano i propri diritti.
Formazione del personale — perché la maggior parte delle violazioni nasce da un comportamento, non da un sistema.
Supporto contrattuale — nomine dei responsabili del trattamento, accordi di contitolarità, clausole per i trasferimenti extra-UE.

Data Breach Management

In caso di violazione dei dati personali il tempo disponibile è breve: la notifica al Garante va effettuata entro 72 ore dal momento in cui il titolare ne viene a conoscenza, e quando la violazione comporta un rischio elevato vanno informati anche gli interessati.

Il DPO Fidem attiva il protocollo di gestione: qualificazione dell’evento, valutazione del rischio per i diritti e le libertà delle persone, redazione della notifica, registrazione nel registro delle violazioni e indicazioni sulle misure di contenimento.

È il punto in cui l’integrazione con la sicurezza operativa fa la differenza concreta: ricostruire cosa è successo, quali dati sono stati toccati e quando, richiede accesso ai log e capacità di analisi forense — non solo un parere.

Integrazione con la Cybersecurity

Il vantaggio di affidare il ruolo a Fidem è che la conformità non resta separata dalla difesa reale. Il DPO lavora accanto ai servizi che presidiano l’infrastruttura: vulnerability assessment, SOC gestito e threat detection, email security, digital forensics in caso di incidente.

Le misure tecniche richieste dall’art. 32 non restano quindi una dichiarazione in un documento: sono servizi attivi, verificabili e documentabili davanti a un’autorità di controllo.

Quando è Obbligatorio Nominare un DPO

La nomina è obbligatoria in tre casi previsti dall’art. 37 del GDPR: quando il trattamento è svolto da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico; quando l’attività principale del titolare o del responsabile richiede il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; quando l’attività principale consiste nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati (salute, biometrici, giudiziari).

Fuori da questi casi la nomina resta facoltativa — ma diventa spesso una scelta pratica quando l’organizzazione partecipa a gare pubbliche, risponde a questionari di clienti enterprise o gestisce dati sanitari anche in volumi contenuti.

Se non è chiaro in quale caso rientri la tua organizzazione, la verifica è breve e va fatta prima della nomina, non dopo.

DPO Esterno o Interno: Come Scegliere

Il GDPR consente entrambe le forme. La differenza sta in tre requisiti che la norma impone al ruolo e che pesano diversamente nei due casi.

Assenza di conflitto di interessi. Il DPO non può controllare processi di cui è responsabile. Nominare il responsabile IT, il direttore amministrativo o il titolare stesso è la ragione più frequente di contestazione: il Garante è intervenuto più volte su nomine di questo tipo.

Competenza specialistica. Il ruolo richiede conoscenza della normativa e delle prassi, aggiornata nel tempo. Una risorsa interna che svolge il compito a tempo parziale raramente riesce a mantenerla.

Autonomia e risorse. Il DPO deve poter riferire al vertice e non subire sanzioni per l’esercizio delle proprie funzioni. Una struttura esterna è per costruzione più difficile da condizionare.

Il DPO esterno risolve i tre punti in un colpo solo, e nella maggior parte dei casi a un costo inferiore rispetto a una figura interna dedicata.

Come Iniziamo

Verifica dell’obbligo e del perimetro. Stabiliamo se la nomina è dovuta, su quali trattamenti e con quale ampiezza. È il passaggio che evita di dimensionare male tutto il resto.

Assessment dello stato attuale. Registro dei trattamenti, informative, nomine dei responsabili, misure tecniche in essere. Da qui esce l’elenco degli scostamenti reali, in ordine di rischio.

Nomina e avvio. Designazione formale, comunicazione dei riferimenti al Garante, pubblicazione dei contatti, piano delle attività del primo anno.

Se stai già affrontando un percorso di adeguamento alla NIS2, conviene trattare i due ambiti insieme: le misure tecniche richieste si sovrappongono in buona parte, e affrontarle due volte costa il doppio senza aggiungere sicurezza.

Per una consulenza sulla necessità di nomina del DPO, contattaci.

consulenza gdpr nis2 verona
compliance gdpr nis2 verona
compliance nis2 verona fidem srl
sicurezza-informatica-a-verona-fidem

Le misure tecniche a supporto della protezione dei dati rientrano tra le voci ammissibili del Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT: contributo a fondo perduto del 50%, fino a 20.000 euro, per progetti da almeno 4.000 euro. Fidem Srl è tra i fornitori accreditati. Domande dal 10 novembre 2026, a sportello.

Quanto costa un DPO esterno?

Il costo di un DPO esterno dipende da quanto trattamento c’è da seguire, non dal numero di dipendenti. Un’azienda con pochi addetti ma dati sanitari o profilazione impegna più di un’organizzazione grande con trattamenti ordinari.

  • Natura dei dati — categorie particolari (salute, biometrici, giudiziari) alzano il carico.
  • Numero di trattamenti e di fornitori — ogni responsabile esterno va vagliato e regolato per contratto.
  • Interazione con l’autorità — un riscontro al Garante o un data breach sono attività a sé.
  • Formazione — se inclusa e con quale periodicità.
  • Presenza — da remoto o anche in sede.

Il servizio è normalmente un canone annuo: il DPO è una figura continuativa, non un progetto che finisce.

DPO esterno o interno: cosa cambia davvero

La differenza decisiva è il conflitto di interessi. Il DPO non può controllare decisioni che ha preso lui: chi dirige i sistemi informativi, il personale o il marketing difficilmente può sorvegliare i trattamenti che governa. È il motivo più frequente per cui una nomina interna viene contestata.

Il DPO esterno porta indipendenza strutturale e casistica vista altrove; quello interno conosce meglio i processi e c’è tutti i giorni. Il criterio è se dentro l’organizzazione esiste una posizione realmente priva di conflitto e con tempo da dedicarci.

Cosa succede se non si nomina il DPO quando è obbligatorio

L’omessa nomina è una violazione autonoma, indipendente dal fatto che i dati siano poi stati gestiti bene. Nella pratica emerge nel momento peggiore: durante l’istruttoria seguita a un reclamo o a un data breach, quando l’autorità chiede chi sia il responsabile della protezione dei dati e non c’è una risposta.

La seconda conseguenza è pratica: senza DPO, i termini di riscontro agli interessati e alle richieste dell’autorità ricadono su chi non li ha mai gestiti, e si perdono per inesperienza.

Cosa NON fa il DPO

Il DPO non decide le finalità e i mezzi del trattamento: quella responsabilità resta del titolare e non è delegabile. Non redige lui i documenti al posto dell’azienda, non è il responsabile in caso di violazione, e non sostituisce le misure tecniche — che restano lavoro di adeguamento e di verifica tecnica.

Che cos’è il DPO, in parole semplici

Il DPO è la persona che sorveglia se l’azienda tratta i dati personali come la legge richiede: informa, controlla, e fa da punto di contatto con il Garante. Non è un consulente che consegna un documento e sparisce, e non è nemmeno il responsabile di ciò che l’azienda decide: è una figura continuativa, con un compito di vigilanza.

Cosa fa un DPO, concretamente

Tiene sotto controllo il registro dei trattamenti, verifica che informative e basi giuridiche reggano, esamina i contratti con i fornitori che toccano i dati, valuta gli incidenti e decide se vanno notificati, risponde alle richieste degli interessati e tiene i rapporti con l’autorità. Quando qualcosa non va, lo scrive: è la parte del lavoro che rende la figura utile e scomoda insieme.

Interno o esterno?

Il criterio non è il costo, è il conflitto di interessi: il DPO non può sorvegliare decisioni che ha preso lui. Chi dirige i sistemi informativi, il personale o il marketing difficilmente può ricoprire il ruolo, ed è il motivo più frequente per cui una nomina interna viene contestata. Il DPO esterno porta indipendenza e casistica; quello interno conosce i processi e c’è tutti i giorni.

Termini e riferimenti nel glossario della sicurezza informatica.

Dove seguiamo il ruolo di DPO

Il DPO esterno lavora in modo continuativo e quasi sempre da remoto, con incontri periodici. Seguiamo enti e aziende in tutta Italia; per le realtà di Verona, Vicenza, Padova, Modena e Udine le riunioni di avvio e le verifiche periodiche si fanno in sede senza costi di trasferta.

Dove operiamo

Eroghiamo il servizio in tutta Italia. Per gli enti pubblici, dove la designazione è dovuta a prescindere dal volume dei trattamenti, il tema è approfondito nella pagina sulla sicurezza informatica a Roma; per il trattamento di dati sanitari nel distretto biomedicale, in quella su Modena.