managed backup
Assicuriamo la resilienza operativa aziendale con architetture Enterprise di Managed Backup e Disaster Recovery as a Service (DRaaS). Le nostre soluzioni garantiscono ad aziende in tutta Italia tempi di ripristino istantanei per neutralizzare l’impatto degli attacchi ransomware.
Il nostro servizio di backup gestito garantisce continuità operativa grazie a soluzioni personalizzate e affidabili. Ideale per aziende che vogliono proteggere i propri dati da interruzioni o perdite, il servizio assicura la sicurezza informatica con piani su misura, supporto esperto e tecnologie avanzate, mantenendo l’operatività aziendale anche in scenari critici.
Cos'è il servizio managed backup.
Assicura la protezione e il ripristino rapido dei dati aziendali in caso di perdita, attacco informatico o disastro. Utilizza infrastrutture avanzate come backup su cloud e sistemi locali per garantire la continuità operativa e la sicurezza dei dati in ambienti sempre più complessi.
Perché è importante.
Con l’aumento degli attacchi informatici e la dipendenza dai dati, avere un piano di backup gestito è fondamentale. Non solo riduce il rischio di downtime e perdite finanziarie, ma permette anche alle aziende di rispettare normative di cyber security come GDPR e NIS2, proteggendo dati critici e reputazione.
Benefici del manged backup.
Garantisce backup sicuri, conformità normativa, protezione dai ransomware e tempi di ripristino rapidi. Inoltre, consente di pianificare strategie di disaster recovery efficienti, aumentando la resilienza aziendale e proteggendo dai rischi di interruzioni impreviste.
Come funziona?
- Implementiamo la regola del backup 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, una off-site su un sito di disaster recovery.
- Crittografiamo i dati: protezione avanzata contro accessi non autorizzati e attacchi informatici.
- Backup immutabili: prevenzione contro modifiche o cancellazioni causate da ransomware.
- Monitoraggio proattivo: verifica costante dello stato e integrità dei backup.
Managed Backup e Business Continuity: Obblighi NIS2 Art. 21
L’Art. 21 del D.Lgs. 138/2024 richiede esplicitamente piani di continuità operativa e ripristino in caso di disastro (lett. c). Il servizio Managed Backup di Fidem traduce questo obbligo in architettura operativa concreta:
- RPO e RTO documentati: ogni cliente riceve un documento contrattuale con Recovery Point Objective e Recovery Time Objective — elemento essenziale per l’evidence pack richiesto dalle ispezioni ACN.
- Backup immutabili (WORM): la protezione contro la cifratura ransomware con backup immutabili risponde all’obbligo di mantenere la disponibilità operativa anche in caso di attacco — uno degli scenari esplicitamente previsti dall’Art. 21.
- Regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, uno offsite — architettura che soddisfa il requisito di resilienza dei sistemi informatici e delle reti.
- Test di ripristino documentati: i backup non testati non valgono. Il servizio include test periodici di restore con esito documentato e verbale — prova per le autorità che il piano di BC/DR è effettivamente funzionante e non solo sulla carta.
- Crittografia e data residency italiana: tutti i dati sono cifrati in transit e at rest, conservati su infrastruttura italiana — conformità GDPR e NIS2 garantita.
Il Managed Backup è uno dei pilastri del percorso di adeguamento NIS2. Scopri la struttura completa delle 4 fasi di adeguamento — dalla Gap Analysis alla verifica continua.
Perché un backup non basta
Perché quasi tutti i backup esistono e quasi nessuno è stato provato in ripristino. La domanda che conta non è «facciamo il backup» ma «quanto ci mettiamo a tornare operativi, e lo abbiamo mai verificato». Nella maggior parte dei casi la risposta si scopre il giorno peggiore.
Le due domande da porsi prima
- Quanto lavoro possiamo permetterci di perdere? Decide ogni quanto si copia.
- Quanto a lungo possiamo stare fermi? Decide come e dove si ripristina.
Sono due numeri che l’azienda deve dichiarare: da lì discende tutto il resto, non il contrario.
Perché il ransomware cambia le regole
Perché cerca i backup per primi. Un backup raggiungibile con le stesse credenziali dei sistemi che protegge viene cifrato insieme a loro. Servono copie isolate o immutabili — e va verificato che lo siano davvero, non che lo dica la brochure.
Cosa NON copre
Il backup ripristina i dati, non impedisce l’incidente né cancella l’obbligo di notifica se ci sono stati dati personali: quello resta terreno GDPR. E ripristinare senza avere capito come sono entrati significa ripristinare anche loro — prima serve l’accertamento (perizia informatica). Glossario.
“Abbiamo perso i dati”: cosa si può ancora fare
Dipende da cosa è successo, e le tre situazioni si affrontano in modo diverso.
- Cancellazione o guasto → si ripristina dal backup, se esiste ed è stato provato. È la situazione migliore.
- Ransomware → prima si verifica che i backup non siano stati cifrati anche loro, poi si ripristina. Ripristinare senza aver capito come sono entrati significa spesso riportare dentro anche l’attaccante.
- Sottrazione di dati → il ripristino non basta: se i dati sono usciti serve un accertamento tecnico, ed eventualmente la notifica al Garante. È lavoro di perizia informatica forense.
Una cosa da non fare, in tutti e tre i casi: continuare a usare il sistema. Ogni ora di attività sovrascrive tracce e riduce ciò che si può recuperare o dimostrare.
Backup e recupero dati non sono la stessa cosa
Il backup è una copia fatta prima, e il ripristino è prevedibile. Il recupero dati è l’estrazione da un supporto danneggiato dopo il fatto: costoso, incerto, e da laboratorio specializzato. Se quello che serve è invece dimostrare cosa è accaduto ai dati, non è né l’uno né l’altro: è una perizia.
Termini nel glossario.
Dove operiamo
Il servizio è erogato in tutta Italia. Il rapporto tra backup, fermo produzione e ripristino nelle aziende manifatturiere è trattato nella pagina su Vicenza.
